Se c'è un posto che ogni persona che fa un nostro tour ricorda, è questo. Si chiama laghetto dell'Oreèlla, è sulfureo, ha un colore azzurro-turchese quasi finto, e sta praticamente nascosto nella Valle dell'Aniene a pochi minuti dal campo base. Ogni percorso, prima o dopo, passa di qui. Non è una tappa di contorno — per tanti è il motivo per cui dopo un mese ci scrivono "voglio tornare".
Come si è formato (e perché è azzurro)
L'acqua è di origine sorgiva e sulfurea: risale dal sottosuolo attraversando strati di rocce calcaree ricche di zolfo e minerali. Il colore caratteristico — quel turchese che sembra quasi tropicale — dipende dalla rifrazione della luce sulle particelle in sospensione. Cambia tonalità con le stagioni: più vivo in primavera ed estate quando il sole è alto, più scuro e quasi lattiginoso nelle giornate grigie di novembre. Lo stesso posto, fotografato in dieci momenti diversi dell'anno, sembra dieci posti diversi.
Arriviamo al laghetto e ci fermiamo cinque minuti. In silenzio. Non serve dire niente, si capisce da solo perché ci piace così tanto.
— Vittorio, guida Aniene Adventure
Perché profuma di zolfo (e perché va bene così)
Appena scendi dal quad lo senti: un odore netto, inconfondibile, quello dell'idrogeno solforato naturale. La prima reazione è di stupore — "ma è normale?" — la seconda, dopo un minuto, è quella di chi si abitua e non ci fa più caso. Le acque sulfuree hanno da sempre fama termale: nell'antichità questi laghetti erano considerati terapeutici per pelle, vie respiratorie, reumatismi. Non facciamo promesse mediche, ma diciamo questo: chi ci tocca i piedi dentro per qualche minuto esce dal laghetto con una faccia più rilassata di quando è arrivato.
Cosa si può fare davvero sul posto
- Fermarsi 10-15 minuti in silenzio, spegnere i motori, ascoltare il bosco intorno.
- Stendersi sulla sponda, rilassarsi e lasciare gli occhi su quell'azzurro — è uno dei momenti più belli del tour.
- Scendere sulla riva e toccare l'acqua con i piedi (temperatura 15-18°C, non gelida ma fresca).
- Fare foto dall'alto: la vista dal bordo rialzato è quella da cartolina.
- Raccogliere nell'aria il cambio di temperatura — sul laghetto fa sempre un paio di gradi in meno.
- Fare un video breve: il riflesso cambia di minuto in minuto con la luce.
In quale tour si passa?
Nei tour Le Ginestre e Il Merro è una tappa fissa: il laghetto è il punto emotivo di chiusura del percorso. Nel tour Le Ginestre ci si arriva dopo il ginestraio e Roviano. Nel tour Il Merro ci si passa prima di rientrare, con luce diversa a seconda dell'orario. Nel tour La Via degli Artisti, invece, non si passa di qui: l'itinerario sale sulla terrazza panoramica per il tramonto, una direzione e un'esperienza completamente diverse.
Un piccolo segreto del territorio
La cosa che ci piace dire a fine tour: l'Oreèlla non è su Google Maps come "attrazione turistica", non ha cartelli grandi, non lo trovi sulle guide. È il tipo di posto che conosce chi vive qui o chi viene accompagnato. Portarci i nostri ospiti è una delle ragioni per cui facciamo questo lavoro: non per mostrare un "punto Instagram", ma per far vedere un pezzo di territorio che altrimenti resterebbe invisibile. 50 minuti da Roma, e sembra un altro paese.